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Ghazni
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mwewGhazni, in passato conosciuta come mwfaGhazna o mwfqGhaznīn, è una città dell'mwfgAfghanistan, capoluogo dell'mwfwomonima provincia ed è stata capitale dell'impero dei mwgaGhaznavidi.
Contents
• Storia
• Società
• Note
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Geografia fisica
Origine del nome
Il nome Ghazni deriva dai termini mwlgGhaznīk e mwlwGhaznīn, usati da mwmaal-Maqdisi, da mwmqYaqut e dall'anonimo autore del mwmgmwmwḤudūd al-ʿĀlam (fine del X secolo). La variante mwnaGhazna è frutto di una mwnqmetatesi derivante da mwngGanzak o mwnwganja ("tesoreria"), uno scambio di suoni tipico dell'iranico orientale da -nz/-nj a -zn. Ciò lascia intuire che già in epoca preislamica la città fosse una metropoli della regione circostante dello Zabulistan.cite-ref-bosworth146-3-1[3]
Storia
La città viene menzionata per la prima volta nel II secolo d.C. da mwqwClaudio Tolomeo, che la chiama mwraGa(n)zaka e la colloca nella regione dei mwrqParopamisadi, a 1100 stadi a nord da Kabul. Godette di una certa importanza sotto i conquistatori mwrgKushan ed mwrwEftaliti ed era già in contatto con la realtà mwsabuddista, come testimoniato dal rinvenimento di un sito sacro e di numerose statue del mwsqBuddha. Nel VII secolo d.C. mwsgXuánzàng la menziona come mwswHo(k)-si(k)-na (ovvero mwtaGhaznīk) definendola la città principale del regno indipendente di Tsaukiu-ch’a (lo Zabulistan). Questa identificazione tuttavia venne messa in dubbio dallo studioso mwtqAlessio Bombaci in mwtgEast and West (1957).cite-ref-bosworth146-3-2[3]
Le prime incursioni islamiche a Ghazni avvennero con i governatori arabi del mwvaGrande Khorasan e del mwvqSistan, che si impadronirono dello Zabulistan controllato dagli Zunbili. Seguirono poi i mwvwsaffaridi e dunque mwwaAlp Tigin il quale, al comando di un esercito mwwqsamanida, sottomise la città nel 962 sconfiggendo il sovrano locale Abū ʿAlī Lawīk o Anūk, identificato come cognato dellmwwg'mwwwHindūshāh di Kabul.cite-ref-bosworth146-3-3[3]
La città visse il suo momento di più grande splendore dal 998 al 1030, quando divenne la capitale dell'impero fondato dalla dinastia dei mwyqGhaznavidi, che si estendeva dalla mwygPersia occidentale fino alla valle del mwywGange.cite-ref-bosworth146-3-4[3] In questo periodo la città ospitò importanti uomini di cultura e di scienze, come il poeta mwaaFirdusi e lo scienziato mwaqal-Biruni e venne impreziosita dalla costruzione di mwagmoschee, giardini e palazzi lussuosi.
Nel X secolo Ghazni ebbe un ruolo importante nel commercio con l'mwbaIndia. I geografi dell'epoca ne esaltano l'assenza di insetti e di rettili nocivi e la salubrità del clima. Per quanto non si trovasse in una zona fertile, Ghazni godeva di abbondanza di viveri in quanto il resto dello Zabulistan era molto ricco. Ai tempi di mwbqSabuktigin di Ghazna la città era costituita da una cittadella (qalʿa) che si trovava al centro (l'odierna mwbgBālā ḥiṣār) con il palazzo del sovrano, da una città vera e propria (madīna) che ospitava molti mercati ed era cinta da mura con quattro porte, e da un sobborgo (rabaḍ) che ospitava il resto dei mercati e delle abitazioni. La cittadella e la madīna erano state ricostruite in precedenza dai saffaridi mwcaYaʿqūb e mwcqʿAmr ibn al-Layth.cite-ref-bosworth147-4-0[4]
Ghazni acquisì maggiore importanza assieme a mwdwLahore quando i Ghaznavidi persero i loro territori occidentali e quindi decisero di coniarvi le loro monete. La città si riprese parzialmente dopo due attacchi dei mweaselgiuchidi (1117 e 1135) e un saccheggio da parte del mweqghuride Ala al-Din Husayn, che gli valse l'epiteto di mwewJahān-sūz ("incendiario del mondo"). I Ghaznavidi persero definitivamente il controllo della città nel 1163, la quale passò ai ghuridicite-ref-bosworth147-4-1[4] e infine a mwgaGengis Khan, che la saccheggiò nel 1221.cite-ref-bosworth148-2-1[2]
Durante l'mwhgIlkhanato la città passò al governatore mwhwkartide di mwiaHerat Mu'izz-uddin Husayn, poi 1401 mwigTamerlano la assegnò al nipote mwiwPir Muhammad, mentre nel 1504 vi giunse mwjaBabur, che scacciò il governatore locale verso mwjqKandahar. Il sovrano mwjgmoghul la descrisse come un piccolo centro dove l'agricoltura era difficile, con produzione di pochi grappoli d'uva, meloni e mele, e si meravigliava di come un luogo così insignificante fosse stato un tempo la capitale di un potente impero.cite-ref-bosworth148-2-2[2]
Nel 1738 Ghazni venne conquistata da mwlaNadir Shah e dopo il suo assassinio avvenuto nel 1747 venne usata da mwlqAhmad Shah Durrani come base per le sue spedizioni in India. Durante la mwlgprima guerra anglo-afghana venne conquistata per due volte dagli inglesi. In occasione della seconda conquista, su richiesta del mwlwgovernatore generale dell'India mwmaEdward Law, I conte di Ellenborough, vennero restituite le porte di mwmqSomnath, che erano state trafugate da Mahmud di Ghazna otto secoli prima.cite-ref-bosworth148-2-3[2]
Monumenti e luoghi di interesse
Gli scavi condotti negli anni cinquanta dalla Missione archeologica italiana a Ghazni hanno rinvenuto la tomba di mwpqMahmud di Ghazna sui pendii collinari a est della città moderna, sulla via che conduce alla mwpgRauża-yi Sulṭān. In questa zona è stato rinvenuto anche il sito di un sontuoso palazzo. Nelle sue vicinanze sorgono due torri decorate in mattoni costruite da Masʿūd III di Ghazna e da Bahrām Shāh, che potrebbero essere stati i mwqqminareti della mwqgmoschea di Bahrām Shāh, e non necessariamente torri della vittoria, come pensavano i primi visitatori occidentali.cite-ref-bosworth147-4-2[4] Costruiti a pianta stellare, i minareti sono del XII secolo e dovevano raggiungere un'altezza di circa sessanta metri. Le pareti laterali sono decorate con disegni geometrici. Le parti superiori dei minareti sono state danneggiate o sono crollate.
Un'altra perla della città è il palazzo di Ma'sud I di Ghazna risalente al 1035–6,cite-ref-bosworth147-4-3[4] costruito in fango e mattone crudo, secondo schemi architettonici iranici. Tra le sale più importanti vi sono quelle di preghiera e del trono, arricchite da decorazioni in mattone cotto con l'aggiunta di elementi in terracotta e di stucco, e pavimentazioni marmoree di influenza indiana.
In riferimento al periodo preislamico resta solamente il santuario buddista di Tapa Sardar, portato alla luce da una spedizione archeologica italiana negli mwtganni sessanta del mwtwNovecento. Dal punto di vista architettonico si distinguono due fasi ben distinte: nella prima prevalgono le costruzioni in schisto per ambienti aperti, mentre nella seconda prevalgono spazi chiusi costruiti con mattoni crudi. Per quanto riguarda le sculture del santuario, nel periodo antico prevale la mwuaterracotta e uno stile mwuqellenistico, mentre in quello più recente il materiale più diffuso è l'mwugargilla e lo stile viene indotto da influssi mwuwindiani. Tra le singole opere emerge per importanza l'immagine della dea mwvaDurgā posta di fronte a un mwvqBuddha ingioiellato.cite-ref-5[5] Oltre al santuario, del periodo preislamico restano una buona quantità di monumenti religiosi dedicati al Buddha, i cosiddetti mwwgmwwwstupa, tutti realizzati in argilla.
Non resta più nulla della moschea ʿArūs al-Falak ("la Sposa dei Cieli"), voluta da Mahmud di Ghazna e ricordata dalle fonti letterarie come un edificio splendido. Ad essa era annessa una mwxqmadrasa con una biblioteca di libri razziati dal Khorasan e dai territori occidentali dell'impero ghaznavide.cite-ref-6[6]cite-ref-bosworth147-4-4[4]
Società
La popolazione di Ghazni è maggiormente di religione mw0aislamica sunnita e parla il mw0qdari.cite-ref-bosworth148-2-4[2]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. Ufficio centrale di statistica dell'Afghanistan, Kabul, mw3awww.cso.gov.af
cite-note-55. ↑ Francesco Noci, mwaqoAtlante di Archeologia, Utet, Torino, 1998, pag.328
cite-note-66. ↑ mwaq4mwaq8mwaraGhazni (città), su mwaresapere.it. mwariURL consultato il 31 agosto 2025.
Bibliografia
• citerefbosworth(EN) Clifford Edmund Bosworth, Historic cities of the islamic world, Brill, 2007, ISBN 978-90-04-15388-2.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Ghaznī, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwasi(EN) Hugh Chisholm (a cura di), Ghazni, in Enciclopedia Britannica, XI, Cambridge University Press, 1911.